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Le strategie per superare il trauma da fine vacanze

28 Agosto 2017

«Riportare con gradualità il ciclo sonno-veglia negli orari consueti, prevedere incombenze più leggere nei primi giorni in ufficio, mantenere l'attività fisica aiuta contro la tristezza post-vacanza»

Di Elena Meli

 

C’è anche chi non fa vacanze per il terrore di affrontare il rientro. Lo sottolinea l’indagine State of the American Vacation 2017, condotta su oltre 2500 statunitensi, secondo cui per il 43% l’idea di dover (prima o poi) tornare alla routine è il maggior deterrente alle ferie o un incubo capace di rovinarle. Per un rientro soft, gli esperti consigliano di scaricare le mail ancor prima di mettere piede in ufficio, per evitare il “trauma” da casella ingolfata; meglio poi lasciarsi un giorno o due liberi a casa, per riprendere con più calma il ritmo abituale.

«Riportare con gradualità il ciclo sonno-veglia negli orari consueti, prevedere incombenze più leggere nei primi giorni in ufficio, mantenere l’attività fisica aiuta contro la tristezza post-vacanza» osserva Claudio Mencacci, già presidente della Società di psichiatria. «Riconnettersi alla quotidianità è più dura dopo pause lunghe, meglio staccare dalla scrivania poco ma spesso». La “sindrome da rientro” è comune soprattutto fra i 25-45enni nel pieno dell’attività lavorativa e può compromettere le giornate perché provoca ansia, stanchezza, confusione mentale, malessere. «Per combatterla portiamo in città un poco di vacanza: prepariamo piatti assaggiati in ferie, teniamo in vista foto od oggetti che ce le ricordino. E pensiamo al prossimo viaggio: progettare un nuovo momento di svago è un’iniezione di positività».

 

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