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I fedeli in coda alla Porta Santa “Il Giubileo conta più della paura”

10 Dicembre 2015

Gabrielli: "Anche nel 2000 arrivarono 50 mila persone per l' apertura, e Isis non esisteva"

«Siamo venuti nonostante la paura», sorridono sul sagrato Attilio e Carla Anderlucci, pensionati «con il coraggio della fede». Per il Papa che un anno fa ha celebrato la messa più affollata della storia (7 milioni di fedeli a Manila), 50 mila pellegrini per l’ apertura della Porta santa suonano come un flop.
«Eppure anche all’ inaugurazione del Giubileo del 2000 l’ affluenza fu di 50mila persone e allora non c’ era l’ Isis», afferma il prefetto di Roma, Franco Gabrielli. I controlli mai così stringenti e l’ area vaticana blindata hanno scoraggiato molti, romani e turisti. «Difficile aspettarsi dati superiori quando si proclama l’allerta 4 per la sicurezza e i mass media martellano per giorni sui pericoli», osserva Germano Dottori, docente di Studi strategici alla Luiss.
I selfie alla Porta santa Ieri nessuna ressa. Fedeli in marcia con smartphone in mano per un selfie alla Porta santa.
«Avevamo organizzato da mesi questa trasferta ma dopo gli attentati a Parigi alcuni di non se la sono sentita di venire», racconta Paola Rocchi, animatrice del pellegrinaggio di un gruppo marchigiano. Disdette e ripensamenti testimoniati anche da albergatori e agenzie di viaggi.
Le immagini di Parigi ferita dai terroristi rimbalzano troppo fresche e crudeli nella memoria e non c’ è
Giubileo che tenga: cala inesorabile la voglia di partire in questo clima di incertezza internazionale.
Roma è per 8 italiani su 10 il principale obiettivo degli islamisti e per uno su due un attacco potrebbe
colpire il Giubileo. Federalberghi ha istituito uno speciale osservatorio per monitorare le presenze:
«Ponte dell’ immacolata fiacco, 5% in meno rispetto al 2014». Numeri scolpiti in un’ immagine: vuota l’
apposita corsia su via della Conciliazione. Secondo l’ indagine Ixe, a seguito della strage a Parigi, 2
milioni gli italiani, per paura del terrorismo rinunceranno a visitare Roma. «Come la ragione ha sconfitto la peste così impareremo a contrastare la paura del terrorismo», sostiene Claudio Mencacci, presidente società italiana di psichiatria e direttore del dipartimento di neuroscienze del Fatebenefratelli.
«Non cambiamo vita» Un esempio concreto lo offrono Luciana e Ferruccio, arrivati dal Veneto per «non
farci cambiare la vita». Un viaggio in treno verso la città eterna come desiderio di normalità. «Si deve
andare avanti malgrado pensieri e preoccupazioni». Il Papa nell’ omelia giubilare esorta a non avere
paura ma lo spauracchio­attentati ha dissuaso tanti.
«Paura? Ma noi viviamo sempre così», si schermisce suor Layla, arrivata da Lahore, la città di Asia Bibi,
cristiana incarcerata in Pakistan per blasfemia. «Per noi vedere le forze dell’ ordine presidiare le
funzioni religiose è normale. Per voi è differente. Sono qui con le mie consorelle: il Giubileo è importante per i cristiani di tutto il mondo. È un dono di speranza contro la violenza».

Da La Stampa

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