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Lo screening che può salvare le neomamme dalla depressione

8 Marzo 2015

Un test individua i sintomi e permette di avviare subito le cure adatte

Diventare mamma comporta cambiamenti nella vita quotidiana e nuove responsabilità. Dopo la nascita del bambino può capitare di vivere momenti di depressione, che la maggior parte delle neomamme riesce a superare in breve tempo. Ma per alcune non è così. Prevenire la depressione post partum e alleviarne i sintomi grazie a trattamenti precoci è possibile, come conferma un recente studio italiano, STRADE (Screening e Trattamento precoce della Depressione post partum), coordinato dal reparto di Salute mentale del Cnesps-Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità, con il supporto del Ccm-Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del Ministero della Salute.

Sei anni di indagini

L’indagine, durata due anni, ha coinvolto circa duemila donne, contattate in strutture di Campobasso e delle province di Treviso e Bergamo, alle quali si sono poi aggiunte volontarie arruolate in tre Centri di Roma: Policlinico Gemelli, Ospedale San Giovanni Calibita-Fatebenefratelli e presidio ospedaliero Grassi.
Nella prima fase, alle donne che frequentavano i corsi di preparazione al parto e i reparti di ginecologia è stato proposto lo screening per individuare eventuali fattori di rischio per la depressione post partum. Hanno aderito 1558 volontarie, contattate poi per lo screening tra la sesta e la dodicesima settimana dopo il parto. Per tutte è stato usato il test EPDS, Edimburg Postnatal Depression Scale (Scala di Edimburgo), che mira a indagare, per esempio, se la donna si è sentita triste o infelice, preoccupata e ansiosa, se ha avuto momenti di paura o panico senza un valido motivo, o se ha problemi a dormire. Al test sono risultate positive 110 donne (7,1%): di queste, 83 hanno accettato di svolgere un colloquio clinico e altri test per la conferma della diagnosi entro la settimana successiva allo screening. Spiega la responsabile dello studio del Cnesps, Gabriella Palumbo: «È stato proposto un trattamento psicologico, di dimostrata efficacia, messo a punto da Jeannett Milgrom, tra i maggiori esperti mondiali in tema di depressione post partum, docente all’Università di Melbourne, in Australia, dove già da tempo si è adottato un programma nazionale di screening sulla depressione post partum».

Intervento multidisciplinare

«Il metodo Milgrom – aggiunge Antonella Gigantesco, coordinatrice del reparto Salute mentale del Cnesps – consiste in un intervento con approccio cognitivo-comportamentale di gruppo (ma si può condurre anche individualmente) che sfrutta le potenzialità dell’auto-mutuo aiuto tra donne e coinvolge anche i partner». Circa i due terzi delle mamme sottoposte al trattamento hanno riportato «miglioramenti clinicamente significativi», valutati subito dopo l’intervento, durato circa tre mesi, e a distanza di sei mesi. «STRADE è il primo studio multicentrico italiano sugli esiti di un trattamento psicologico di provata efficacia – fa notare Angelo Del Favero, direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità – . Contribuisce a far luce sulla conoscenza del problema da parte sia degli operatori sanitari, sia delle donne che vivono con angoscia questi disturbi non sapendo che c’è una risposta per risolverli. La sensibilizzazione delle future mamme che possono presentare fattori di rischio già durante i corsi di preparazione al parto favorisce l’intervento precoce». Diverse le figure professionali coinvolte nello studio: dai ginecologi alle ostetriche, dagli psicologi agli psichiatri. «Un intervento multidisciplinare per prevenire e gestire la depressione post partum è fondamentale, specie in Centri di riferimento per gravidanze ad alto rischio» sottolinea Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento tutela della salute della donna e del bambino al Policlinico Gemelli di Roma.

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