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ADHD: il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

1 Ottobre 2011

Spesso le difficoltà comportamentali e di concentrazione, insite nella malattia, si traducono in scarso rendimento scolastico, intollerabilità verso i compagni, aggressività e impulsività.

C. Mencacci, F. Morelli, A. Ottolini, V. Valenti, F. Merzagora. ADHD: il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Quaderni di O.N.Da, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, 2011.

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) è un disturbo infantile di origine neurobiologica, complesso e problematico, purtroppo ancora poco noto nel nostro Paese. È una malattia che invade tutte le sfere del vivere, infatti i bambini che ne sono affetti non riescono a controllare le loro risposte all’ambiente; sono disattenti, iperattivi e impulsivi, fino a compromettere la loro vita di relazione e scolastica.

Si stima che nel mondo l’incidenza dell’ADHD sia pari al 5,3% della popolazione, mentre in Italia la prevalenza è intorno al 3-4%, che corrisponde a circa 270.000-360.000 bambini. Tuttavia, l’ADHD non è un disturbo solamente pediatrico, poiché da esso non si guarisce totalmente; infatti chi ne è affetto da bambino si porterà dietro la malattia anche in età adulta. E questo è un dato di fatto: in Italia, la prevalenza di malattia in questa fascia di età si aggira attorno al 2%, vale a dire che si estende a poco più di un milione di persone.

In Italia curare adeguatamente un bambino affetto da ADHD oggi ha ancora i suoi limiti. Le ragioni vanno cercate principalmente nella difficoltà diagnostica. Si tratta infatti di un disturbo i cui sintomi possono essere da un lato avvicinabili ad altre patologie o associati a situazioni sociali o ambientali disagiate, e dall’altro essere suscettibili di modificazioni che evolvono con la crescita del bambino e dell’adolescente. Anche la presenza ridotta sul territorio di risorse mediche adeguatamente formate nel percorso diagnostico–terapeutico della malattia, che può prevedere una terapia mirata psicoeducativo-comportamentale e il ricorso, in casi particolarmente critici, a un supporto farmacologico, costituisce un importante problema.

Scopo di questo opuscolo è dunque quello di sensibilizzare al problema dell’ADHD, aumentare la conoscenza del disturbo, rendere note le implicazioni che la malattia può avere per il bambino e la famiglia in ambito scolastico, sociale, relazionale e, in futuro, professionale.

 

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