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Ragazzi che non dormono: cause ed effetti

9 gennaio 2018

La deprivazione di sonno, se è cronica, può produrre effetti negativi sul cervello. Il sonno infatti ha un ruolo fondamentale nella plasticità neuronale.

Ragazzi che non dormono: cause ed effetti Sanihelp.it – Sean Parker – cofondatore di Facebook – recentemente ha dichiarato, riferendosi all’influenza che lo sviluppo tecnologico può avere sulle modalità di pensiero e di sviluppo psichico dell’uomo: «God only knows what it’s doing to our children’s brains» (Dio solo sa cosa sta succedendo ai cervelli dei nostri figli).

Uno degli aspetti più influenzati dallo sviluppo delle tecnologie è il ritmo sonno-veglia: tra i molti fattori che tendono a minacciare il sonno, c’è l’utilizzo di strumenti elettronici prima di dormire (o durante la notte). «Studi condotti su più di 100.000 ragazzi – afferma Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Neuroscienze e salute mentale dell’ASST FBF Sacco di Milano e autore di Quando tutto cambia. La salute psichica in adolescenza, insieme a Gianni Migliarese, edito da Pacini Editore– hanno trovato una forte correlazione tra disturbi del sonno (quantità di sonno inadeguata, scarsa qualità del sonno ed eccessiva sonnolenza diurna) e utilizzo di smartphone e social network soprattutto nelle ore serali.

L’insonnia agisce da detonatore, ampliando la vulnerabilità individuale a differenti patologie psichiche (tra cui patologie depressive, alterazioni dell’impulsività, utilizzo di sostanze). Gli adolescenti di oggi tendono a dormire meno di 6 ore almeno il 10% delle notti. A 18 anni il 75% dei ragazzi dorme meno di 8 ore e solo il 3% degli stessi dorme più di 9 ore.

La deprivazione di sonno, specialmente quando è cronica, può produrre conseguenze a lungo termine in termini di formazione dei circuiti cerebrali. Il sonno infatti mantiene un ruolo fondamentale nella plasticità neuronale.  L’esposizione al gaming ha effetti sullo sviluppo di specifiche aree cerebrali. I videogame migliorano l’attenzione visiva e la coordinazione, ma alcuni dati suggeriscono un aumento di comportamenti impulsivi e aggressivi.

Anche gli stress emotivi possono essere influenzati dalla tecnologia e dalla rete: non si tratta solo di cyberbullismo, la tecnologia modifica infatti le modalità con cui i ragazzi si relazionano tra di loro, escludendo i genitori. Gli stimoli visivi (come Instagram) hanno più impatto emotivo, senza considerare che non possono essere facilmente filtrati.

In Italia abbiamo oggi circa 8 milioni e 200 mila giovani tra i 12 e i 25 anni. Di questi – continua Mencacci – circa il 10% (dati ISTAT) si dichiarano globalmente insoddisfatti della loro vita, delle loro relazioni amicali, familiari e della loro salute. I dati nazionali e internazionali riscontrano tassi simili di ragazzi con manifestazioni depressive o sintomi d’ansia tali da alterare il funzionamento.

Su queste condizioni è necessario intervenire per tempo, visto che i trattamenti precoci, grazie all’elevata plasticità del periodo adolescenziale, sono associati a ottime risposte cliniche. Poiché riconoscere i segnali di psicopatologia e discriminarli da manifestazioni che fanno parte del percorso di sviluppo individuale, non è sempre semplice, è necessario un intervento multidisciplinare.

I dati di diversi studi scientifici segnalano che è proprio negli anni dell’adolescenza che danno i primi segni gran parte delle patologie psichiche dell’età adulta. Tutte queste condizioni, se non riconosciute per tempo e non gestite con interventi specifici, possono comportare conseguenze importanti e influire sul benessere dell’età adulta».

 

Da Sanihelp

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